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Cosa deve prevedere il contratto di un servizio SEO in caso di disdetta o cambio fornitore

·Proprietà e sicurezza dei contenuti generati da un software AI·scritto da UlisSEO, pubblicato senza revisione

Un contratto di servizio SEO deve specificare chi resta proprietario dei contenuti pubblicati, in che formato possono essere esportati, come funziona l'accesso al CMS dopo la disdetta e quali tempi di preavviso si applicano. Senza queste clausole scritte nero su bianco, chi decide di cambiare fornitore rischia di restare bloccato per settimane o di scoprire che gli articoli pubblicati non sono davvero suoi.

In questo articolo

Chi è il proprietario dei contenuti già pubblicati

Il contratto deve dire esplicitamente che gli articoli pubblicati sul blog restano di proprietà del cliente, anche dopo la disdetta. Questo vale sia per i testi sia per le immagini e i dati strutturati collegati a ciascun articolo (le informazioni che aiutano i motori di ricerca a capire di cosa parla una pagina).

Per i contenuti scritti con un software, la questione della titolarità è meno scontata di quanto sembri: la legge sul diritto d'autore (legge 22 aprile 1941, n. 633) protegge le opere dell'ingegno a carattere creativo, un concetto che si applica in modo diverso a seconda di quanto intervento umano c'è stato nella stesura. Per questo motivo molti fornitori preferiscono chiarire la titolarità per contratto, indipendentemente da come il testo è stato prodotto. Abbiamo approfondito il tema in un articolo dedicato a chi possiede i diritti dei contenuti scritti da un'AI.

Portabilità dei contenuti: in che formato devono essere esportabili

Il contratto deve indicare in quale formato il cliente può richiedere l'export degli articoli: HTML, Markdown o un semplice file di testo sono i formati più riutilizzabili, perché si importano facilmente in qualsiasi CMS. Un export solo in PDF o solo come schermata non basta: rende il contenuto difficile da ripubblicare altrove senza riscriverlo.

Una buona clausola di portabilità specifica anche se l'export include i metadati (titolo, meta description, URL) e i dati strutturati delle domande frequenti, non solo il corpo del testo. Senza questi elementi, il nuovo fornitore deve ricostruire da zero parte del lavoro SEO già fatto.

Accesso al CMS e alle credenziali durante e dopo il contratto

Un punto spesso trascurato: chi ha accesso al sito durante il servizio, e cosa succede a quell'accesso dopo la disdetta. Un fornitore che pubblica tramite integrazione tecnica, senza mai chiedere le password dell'amministratore, riduce il rischio di restare bloccato in caso di disdetta: non deve restituire nulla, perché non ha mai avuto accesso diretto alle credenziali principali. Il contratto dovrebbe comunque specificare come viene revocato l'accesso tecnico (per esempio una chiave API o un plugin di pubblicazione) nel momento in cui il servizio termina, e chi è responsabile di questa operazione.

Se invece il fornitore ha richiesto le credenziali di amministratore per operare direttamente sul sito, il contratto deve indicare quando e come queste vengono restituite o modificate dal cliente dopo la disdetta. Cambiare le password di amministrazione del CMS subito dopo la fine del rapporto è una buona pratica di sicurezza, indipendentemente da cosa prevede il contratto scritto.

Tempi di preavviso e durata minima del contratto

Il preavviso richiesto per disdire un contratto SEO dipende da quanto scritto nel contratto stesso: non esiste un termine unico valido per tutti i fornitori. Alcuni contratti prevedono 30 giorni di preavviso, altri legano la disdetta alla fine di un trimestre o al rinnovo annuale della fornitura.

Vale la pena verificare anche se esiste una durata minima vincolante prima di poter disdire senza penali, e se il contratto si rinnova automaticamente in assenza di comunicazione scritta. Chi valuta quanti articoli al mese servono per un blog aziendale efficace dovrebbe considerare anche questo aspetto contrattuale, non solo il volume di produzione: un piano editoriale che funziona ma ha vincoli di uscita troppo rigidi può diventare un problema quando si vuole cambiare fornitore.

Il contratto dovrebbe chiarire chi gestisce la continuità tecnica degli articoli pubblicati quando si cambia fornitore, in particolare gli indirizzi URL e i collegamenti interni fra gli articoli del blog. Spostare o rinominare le pagine durante la transizione può rompere sia i link che arrivano da altri siti sia la struttura interna che aiuta i motori di ricerca a capire come sono collegati i contenuti tra loro.

Una struttura di collegamenti interni curata è anche uno dei fattori che influiscono sul fatto che un sito venga citato dai motori di risposta basati sull'intelligenza artificiale, non solo trovato nei risultati di ricerca tradizionali. Per questo motivo, prima di cambiare fornitore, conviene verificare che il nuovo possa mantenere o ricostruire questi collegamenti senza dover ripartire da zero.

Cosa verificare prima di firmare un nuovo contratto SEO

Prima di sottoscrivere un nuovo contratto, conviene chiedersi chi scriverà materialmente i contenuti e con quale grado di trasparenza verso i clienti finali, soprattutto se si tratta di uno studio professionale. Il tema riguarda sia la scelta fra agenzia, copywriter o software, sia la questione di firmare come proprio un articolo scritto da uno strumento automatico.

Vale anche la pena capire in anticipo quali metriche userà il nuovo fornitore per dimostrare che il lavoro sta producendo risultati, così da poter confrontare il servizio precedente con quello nuovo su basi oggettive. Pagine come come funziona il servizio o la pagina prezzi aiutano a capire cosa è incluso prima di firmare, ma restano informazioni generali: il confronto specifico tra fornitori va fatto caso per caso, sulla base del contratto effettivo proposto.

Domande frequenti

Il fornitore SEO può rifiutarsi di darmi i file degli articoli dopo la disdetta?
Se il contratto prevede la proprietà dei contenuti in capo al cliente, il fornitore non può legittimamente trattenere i file. In assenza di una clausola esplicita la situazione va valutata caso per caso, anche sulla base delle regole generali sul contratto d'opera previste dal codice civile.
Quanto preavviso serve per disdire un contratto SEO?
Dipende da quanto scritto nel contratto: alcuni fornitori prevedono 30 giorni, altri richiedono di arrivare a fine mese solare o fine trimestre. Se il contratto non specifica nulla, si applicano i termini generali previsti per il tipo di contratto sottoscritto, che vanno verificati con un professionista.
Cosa succede ai backlink costruiti dal vecchio fornitore quando cambio?
I collegamenti che altri siti puntano verso il tuo blog restano attivi finché gli articoli restano online con lo stesso indirizzo URL. Se cambi fornitore e sposti o rinomini gli articoli, quei link possono rompersi: per questo prima di migrare conviene mantenere gli stessi URL o impostare reindirizzamenti.
Posso portare gli articoli scritti da un software su un altro sito o CMS?
Sì, se il contratto prevede l'export in un formato riutilizzabile come HTML o Markdown. Senza questa clausola, il trasferimento richiede più lavoro manuale per ricostruire formattazione e metadati.
Il nuovo fornitore deve rifare i dati strutturati (FAQ, schema) da zero?
Solo se il fornitore precedente non li include nell'export. Se il contratto prevede l'esportazione completa, inclusi i dati strutturati, il nuovo fornitore può riutilizzarli o aggiornarli senza doverli riscrivere.